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Come estinguere e cancellare l’ipoteca sulla casa?

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  Saldare l’ultima rata del mutuo è un traguardo che ogni famiglia festeggia come una liberazione. Tuttavia, il pagamento del debito non coincide automaticamente con la pulizia dei registri immobiliari. Molti proprietari scoprono solo al momento di vendere l’abitazione che, nonostante il prestito sia estinto da anni, sulla casa grava ancora un vincolo formale che spaventa i potenziali acquirenti. Per risolvere questa situazione bisogna muoversi con precisione tra due concetti diversi: il venir meno del debito e la rimozione del segno pubblico che lo garantiva. Ma in termini pratici, come estinguere e cancellare l’ipoteca sulla casa senza perdersi nei meandri della burocrazia. Comprendere la distinzione tra l’estinzione del diritto e la cancellazione dell’iscrizione è fondamentale per gestire correttamente il proprio patrimonio immobiliare. Non si tratta di un mero esercizio teorico, ma di un’operazione necessaria per garantire la libera circolazione del bene nel mercato. In questo...

Vendere casa prima dei 5 anni: plusvalenza, preliminare e tasse da conoscere

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  a questione è frequente nelle trattative di compravendita: firmare un preliminare di vendita prima che siano passati cinque anni dall’acquisto dell’immobile fa scattare l’imposta sulla plusvalenza? La recente risposta n. 157 del 10 agosto 2026 dell’Agenzia delle Entrate, richiamata in un approfondimento di Idealista, fornisce un chiarimento netto: ai fini della plusvalenza rileva la data del contratto definitivo (rogito), non la mera sottoscrizione del preliminare. Il principio di base: cosa dice la norma La disciplina fiscale sulle plusvalenze immobiliari è richiamata dall’articolo 67 del Tuir, che considera redditi diversi le plusvalenze realizzate mediante la vendita di immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, fatte salve alcune eccezioni. L’articolo 68 individua invece il metodo di calcolo: la plusvalenza è la differenza tra il corrispettivo percepito e il prezzo d’acquisto o costo di costruzione, incrementato dei costi inerenti. Da questo quadro discende un...

Cosa fare se la caldaia si guasta in affitto?

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  Vivere in una casa in affitto comporta diritti e doveri sia per l’inquilino (conduttore) che per il proprietario (locatore). Uno degli inconvenienti più comuni e fastidiosi che possono verificarsi, specialmente durante i mesi più freddi, è il guasto della caldaia, con la conseguente mancanza di riscaldamento e/o acqua calda. In queste situazioni, oltre al disagio pratico, sorge spesso un interrogativo:  cosa fare se la caldaia si guasta in affitto?  Spetta all’inquilino sostenere le spese della riparazione o della sostituzione, o è un onere che ricade sul proprietario? E quali passi deve compiere l’inquilino per tutelare i propri diritti e ottenere una rapida soluzione del problema? Questa guida si propone di rispondere a queste domande analizzando la normativa del Codice Civile, l’interpretazione data dalla giurisprudenza e le procedure corrette da seguire. Quali sono gli obblighi generali di manutenzione del locatore? Il Codice Civile italiano pone a carico del locato...